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Marco MR

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IO, ME & MARCO

Sono fin troppo consapevole del fatto che si vive in un'epoca in cui solo gli ottusi sono presi sul serio e io vivo nel terrore di non essere frainteso. (O.Wilde)
November 07

SPAGHETTI ALLO SCOGLIO

Scrivo qui di seguito la ricetta per gli spaghetti allo scoglio. Di fianco ci sono anche le foto: un comodo percorso guidato per chi, come me, con i fornelli non va tanto d'accordo o più che altro non ha voglia di cucinare. I pesci fanno parte di un preparato surgelato ma tenete conto che per me passare dai 4 salti in padella findus a questo è già un passo da gigante.

RICETTA PER 3/4 PERSONE (io l'ho mangiata tutta da solo ma non faccio testo)
- Rosolare in una padella uno spicchio d'aglio in poco olio extravergine;
- Unire il misto di pesce e lasciar cuocere incoperchiato per 5 minuti;
- Aggiungere il vino bianco a piacere (e comunque non esagerare!) e mescolare;
- Lasciar evaporare il vino a fiamma vivace, mescolando ogni tanto;
- Aggiungere i pomodori pelati, 200 grammi (oppure 200 grammi di pomodori freschi tagliati);
- Assaggiare (assaggiare, non sbafatevelo!) e aggiungere sale;
- Proseguire la cottura per 8/10 minuti;
- Mettete a bollire l'acqua nello scolapasta e preparate 3 etti di spaghetti;
- Una volta scolati, mescolate insieme al sugo e saltate il tutto per qualche istante;
- Aggiungere del prezzemolo fresco tritato;
- Aggiungere del peperoncino già tritato (così evitate di mangiarvi il peperoncino intero perso nel sugo che non è una bella esperienza a meno che non siate calabresi);
- Mangiate.

Buon appetito!

August 17

INNO ITALIANO

Fratelli d'Italia,

l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma,
che schiava di Roma
Iddio la creò.

Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam+ pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!

Noi fummo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popolo,
perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l'ora suonò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!

Uniamoci, amiamoci,
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?

Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!

Dall'Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.

Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!

Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.

Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!
February 18

Lampedusa

Gli extracomunitari che accogliamo e manteniamo a Lampedusa hanno iniziato lo sciopero della fame per protestare contro l'espulsione coatta. Dopo attimi di tensione un edificio del centro di accoglienza che abbiamo costruito apposta per loro è stato dato alle fiamme. Non sono ancora arrivati in Italia che già vogliono dire la loro e comandare. Molto presto, quando li andremo a recuperare sul gommone in mezzo al mare, mentre la barca della nostra Guardia Costiera si avvicinerà agli sventurati, uno di loro, con aria indignata e delusa, rivolto ai marinai urlerà: "Ma con quel catorcio ci venite a prendere?"...e saranno polemiche. Sui mezzi in dotazione alla Guardia Costiera.
Marco
January 14

A history of violence

 A history of violence: una storia di violenza. Una delle tante. Di quelle che ogni giorno accompagnano la nostra vita, su un binario parallelo. A cui certe volte non facciamo neanche più caso. Che sentiamo ai notiziari o leggiamo sui giornali. Storie come quella di Tom, tranquillo americano, padre di famiglia, instancabile lavoratore che ama stare lontano dai guai. Un valore che trasmette alla famiglia che accoglie con orgoglio l'esempio. Una personalità tranquilla, pacata, mai fuori dagli schemi. Poi un giorno, per caso, due feroci malviventi entrano nel suo piccolo fast-food con la ferma intenzione di uccidere. E il placido Tom con estrema naturalezza sventa il pericolo uccidendo i due killer e diventando un eroe. Tutti i giornali parlano di lui. Il suo gesto viene alle orecchie di tutti. E risveglia vecchi fantasmi di una vita passata e sbiadita di cui lo spettatore finora aveva ricevuto, accontentandosi, alcuni semplici indizi irrilevanti: dei genitori adottivi, un passato al college dove con ogni probabilità aveva conosciuto la moglie Edie. In un batter d'occhio Tom si ritrova perseguitato da una banda di criminali il cui unico scopo è vendicare il passato. Col sangue. Si ritrova solo a doversi difendere, senza più l'affetto di una famiglia che ormai, subissata da dubbi che hanno rotto ogni equilibrio, ha perso la fiducia in lui. Quella stessa famiglia che nell'ultimissima scena del film, a sera, lo accoglie in casa per la cena. Tom si siede a tavola come un buon padre di famiglia che ritorna da una dura quanto normale giornata di lavoro. Normale, già, come gli episodi di violenza di cui siamo partecipi ma di cui potremmo diventare improvvisamente protagonisti. Facendo emergere quel lato violento di noi che secondo il regista, David Cronenberg, è insito anche nella persona all'apparenza più innocua e che non si può cancellare.
MARCO
January 05

Il gruppo

Un periodo di vacanza. Si abbandona la terra amica italica per raggiungere nuove frontiere, vedere nuove persone, conoscere nuove culture. Cammina cammina per la città sconosciuta, nel tentativo di orientarsi con la cartina: ad un tratto delle urla. Scoppia un petardo. Delle forti risa. Ecco defilarsi all'orizzonte un'orda di turisti la cui provenienza non lascia dubbi. Lo stivale. Un gruppo di italiani. Il gruppo di italiani è composto da almeno sei persone di tutte le età. In fase di spostamento da un punto all'altro della città esse mantengono l'aria di chi ad agosto sta raggiungendo la spiaggia, anche se è gennaio e la temperatura è sotto zero. Scarpe leggere, giacca sbottonata, sorriso da brigante dipinto sul viso leggermente lampadato prima della partenza. Nel gruppo si fumano le Camel e si abbandona il pacchetto verticale sulle panchine o sui monumenti. Durante la visita ai musei il gruppo di italiani tenta di baccagliarsi la guida. La donna si atteggia in maniera da sembrare figa quando invece non lo è affatto: a questo scopo trucchi e strane pettinature sono le benvenute. L'uomo veste abiti contraffatti spacciandoli per originali. Non indossa cappelli per non rovinare la delicata scultura di gel che trattiene in equilibrio sul capo e in viso ha un leggero strato di barba che più che farlo sembrare mediterraneo lo fa sembrare uno zingaro. Nulla a che vedere con le barbe da muntagnìn di Amos e Pietro. Il gruppo di italiani più evoluto ha il bambino. Infesta i negozi di souvenir dove acquista il più inutile ciàpapùer per lo zio Salvo. Di fronte allo stadio tira fuori la maglia tascabile di Cannavaro e si mette a cantare POPOPOPOPOPOOOO. Nel gruppo di italiani nessuno sa l'inglese e lo parla lo stesso limitandosi a togliere l'ultima lettera a ciascuna parola. Abitudini, usanze tipiche del gruppo di italiani. Probabilmente un francese, uno spagnolo, un tedesco scriverebbero queste stesse parole dei loro simili e per questo di fronte al gruppo di italiani in quel di Berlino ho sempre sorriso e accettato con ironia. Conscio di essere parte di un gruppo super partes: semplicemente e modestamente il migliore.
Marco
 
P.S.:..sono tornato da sotto allo zero... 
 

NON AMARME NO...

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