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11月7日 SPAGHETTI ALLO SCOGLIO Scrivo qui di seguito la ricetta per gli spaghetti allo scoglio. Di fianco ci sono anche le foto: un comodo percorso guidato per chi, come me, con i fornelli non va tanto d'accordo o più che altro non ha voglia di cucinare. I pesci fanno parte di un preparato surgelato ma tenete conto che per me passare dai 4 salti in padella findus a questo è già un passo da gigante. RICETTA PER 3/4 PERSONE (io l'ho mangiata tutta da solo ma non faccio testo) - Rosolare in una padella uno spicchio d'aglio in poco olio extravergine; - Unire il misto di pesce e lasciar cuocere incoperchiato per 5 minuti; - Aggiungere il vino bianco a piacere (e comunque non esagerare!) e mescolare; - Lasciar evaporare il vino a fiamma vivace, mescolando ogni tanto; - Aggiungere i pomodori pelati, 200 grammi (oppure 200 grammi di pomodori freschi tagliati); - Assaggiare (assaggiare, non sbafatevelo!) e aggiungere sale; - Proseguire la cottura per 8/10 minuti; - Mettete a bollire l'acqua nello scolapasta e preparate 3 etti di spaghetti; - Una volta scolati, mescolate insieme al sugo e saltate il tutto per qualche istante; - Aggiungere del prezzemolo fresco tritato; - Aggiungere del peperoncino già tritato (così evitate di mangiarvi il peperoncino intero perso nel sugo che non è una bella esperienza a meno che non siate calabresi); - Mangiate. Buon appetito! 8月17日 INNO ITALIANO Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta,
calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi. Raccolgaci un'unica bandiera, una speme: di fonderci insieme già l'ora suonò.
Uniamoci, amiamoci,
Dall'Alpi a Sicilia
Son giunchi che piegano
2月18日 LampedusaGli extracomunitari che accogliamo e manteniamo a Lampedusa hanno iniziato lo sciopero della fame per protestare contro l'espulsione coatta. Dopo attimi di tensione un edificio del centro di accoglienza che abbiamo costruito apposta per loro è stato dato alle fiamme. Non sono ancora arrivati in Italia che già vogliono dire la loro e comandare. Molto presto, quando li andremo a recuperare sul gommone in mezzo al mare, mentre la barca della nostra Guardia Costiera si avvicinerà agli sventurati, uno di loro, con aria indignata e delusa, rivolto ai marinai urlerà: "Ma con quel catorcio ci venite a prendere?"...e saranno polemiche. Sui mezzi in dotazione alla Guardia Costiera.
Marco 1月14日 A history of violence A history of violence: una storia di violenza. Una delle tante. Di quelle che ogni giorno accompagnano la nostra vita, su un binario parallelo. A cui certe volte non facciamo neanche più caso. Che sentiamo ai notiziari o leggiamo sui giornali. Storie come quella di Tom, tranquillo americano, padre di famiglia, instancabile lavoratore che ama stare lontano dai guai. Un valore che trasmette alla famiglia che accoglie con orgoglio l'esempio. Una personalità tranquilla, pacata, mai fuori dagli schemi. Poi un giorno, per caso, due feroci malviventi entrano nel suo piccolo fast-food con la ferma intenzione di uccidere. E il placido Tom con estrema naturalezza sventa il pericolo uccidendo i due killer e diventando un eroe. Tutti i giornali parlano di lui. Il suo gesto viene alle orecchie di tutti. E risveglia vecchi fantasmi di una vita passata e sbiadita di cui lo spettatore finora aveva ricevuto, accontentandosi, alcuni semplici indizi irrilevanti: dei genitori adottivi, un passato al college dove con ogni probabilità aveva conosciuto la moglie Edie. In un batter d'occhio Tom si ritrova perseguitato da una banda di criminali il cui unico scopo è vendicare il passato. Col sangue. Si ritrova solo a doversi difendere, senza più l'affetto di una famiglia che ormai, subissata da dubbi che hanno rotto ogni equilibrio, ha perso la fiducia in lui. Quella stessa famiglia che nell'ultimissima scena del film, a sera, lo accoglie in casa per la cena. Tom si siede a tavola come un buon padre di famiglia che ritorna da una dura quanto normale giornata di lavoro. Normale, già, come gli episodi di violenza di cui siamo partecipi ma di cui potremmo diventare improvvisamente protagonisti. Facendo emergere quel lato violento di noi che secondo il regista, David Cronenberg, è insito anche nella persona all'apparenza più innocua e che non si può cancellare.
MARCO 1月5日 Il gruppoUn periodo di vacanza. Si abbandona la terra amica italica per raggiungere nuove frontiere, vedere nuove persone, conoscere nuove culture. Cammina cammina per la città sconosciuta, nel tentativo di orientarsi con la cartina: ad un tratto delle urla. Scoppia un petardo. Delle forti risa. Ecco defilarsi all'orizzonte un'orda di turisti la cui provenienza non lascia dubbi. Lo stivale. Un gruppo di italiani. Il gruppo di italiani è composto da almeno sei persone di tutte le età. In fase di spostamento da un punto all'altro della città esse mantengono l'aria di chi ad agosto sta raggiungendo la spiaggia, anche se è gennaio e la temperatura è sotto zero. Scarpe leggere, giacca sbottonata, sorriso da brigante dipinto sul viso leggermente lampadato prima della partenza. Nel gruppo si fumano le Camel e si abbandona il pacchetto verticale sulle panchine o sui monumenti. Durante la visita ai musei il gruppo di italiani tenta di baccagliarsi la guida. La donna si atteggia in maniera da sembrare figa quando invece non lo è affatto: a questo scopo trucchi e strane pettinature sono le benvenute. L'uomo veste abiti contraffatti spacciandoli per originali. Non indossa cappelli per non rovinare la delicata scultura di gel che trattiene in equilibrio sul capo e in viso ha un leggero strato di barba che più che farlo sembrare mediterraneo lo fa sembrare uno zingaro. Nulla a che vedere con le barbe da muntagnìn di Amos e Pietro. Il gruppo di italiani più evoluto ha il bambino. Infesta i negozi di souvenir dove acquista il più inutile ciàpapùer per lo zio Salvo. Di fronte allo stadio tira fuori la maglia tascabile di Cannavaro e si mette a cantare POPOPOPOPOPOOOO. Nel gruppo di italiani nessuno sa l'inglese e lo parla lo stesso limitandosi a togliere l'ultima lettera a ciascuna parola. Abitudini, usanze tipiche del gruppo di italiani. Probabilmente un francese, uno spagnolo, un tedesco scriverebbero queste stesse parole dei loro simili e per questo di fronte al gruppo di italiani in quel di Berlino ho sempre sorriso e accettato con ironia. Conscio di essere parte di un gruppo super partes: semplicemente e modestamente il migliore.
Marco
P.S.:..sono tornato da sotto allo zero... 12月13日 Filosofia"Life is like a big obstacle
put in front of your optical to slow you down And everytime you think you gotten past it it's gonna come back around and tackle you to the damn ground." (Eminem, If I had) 11月25日 Per te Sei morto mentre facevi il tuo lavoro. Mentre facevi la cosa più giusta per te. La cosa per la quale tutti erano orgogliosi di te. Tutti quelli che ti stavano intorno. La tua famiglia, i tuoi amici, tutti. 17 anni: io a quell'età non sapevo ancora tante cose, cosa avrei vissuto, chi avrei incontrato, le esperienze belle o brutte che avrei fatto. Ero ancora lì, chiuso in quelle quattro mura prefabbricate che erano la mia scuola. Un guscio. Lo stesso guscio che avrebbe dovuto proteggere anche te, mentre eri lì con i tuoi amici nella tua classe. E non si tratta di fondi tagliati alle scuole, questo è solo un modo di strumentalizzare la cosa da parte di chi neanche di fronte alla morte di un ragazzo come te ne ha approfittato per tacere. Anche quando i fondi c'erano le strutture scolastiche hanno sempre fatto paura. Bene, mentre tutti giocano a passarsi la patata bollente della responsabilità, io vorrei ricordarti scrivendo queste poche righe, sebbene non ti conoscessi, sperando che dalla tua sfortuna io per primo possa imparare. CIAO VITO, sarai l'angelo custode di tutte le persone che ti vogliono bene. 11月16日 The show must go on - The QueenEmpty spaces - what are we living for Abandoned places - I guess we know the score On and on, does anybody know what we are looking for... Another hero, another mindless crime Behind the curtain, in the pantomime Hold the line, does anybody want to take it anymore The show must go on The show must go on, yeah Inside my heart is breaking My make-up may be flaking But my smile still stays on Whatever happens, I'll leave it all to chance Another heartache, another failed romance On and on, does anybody know what we are living for ? I guess I'm learning (I'm learning learning learning) I must be warmer now I'll soon be turning (turning turning turning) Round the corner now Outside the dawn is breaking But inside in the dark I'm aching to be free The show must go on The show must go on, yeah yeah Ooh, inside my heart is breaking My make-up may be flaking But my smile still stays on Yeah yeah, whoa wo oh oh My soul is painted like the wings of butterflies Fairytales of yesterday will grow but never die I can fly - my friends The show must go on (go on, go on, go on) yeah yeah The show must go on (go on, go on, go on) I'll face it with a grin I'm never giving in On - with the show Ooh, I'll top the bill, I'll overkill I have to find the will to carry on On with the show On with the show The show - the show must go on Go on, go on, go on, go on, go on Go on, go on, go on, go on, go on Go on, go on, go on, go on, go on Go on, go on, go on, go on, go on Go on, go on 11月8日 ."Lo sanno tutti che in caso di pericolo si salva solo chi sa volare bene,
quindi se escludi gli aviatori, i falchi, nuvole, gli aerei, aquile e angeli, rimani te." (Tiziano Ferro, Alla mia età) 9月13日 Venaria.tvLo avete letto per giorni come mio sottonick e forse qualcuno di voi ne avrà sentito parlare. Si tratta di www.venaria.tv, la web tv della città di Venaria Reale presso la quale lavoro da qualche tempo. Siete tutti invitati a dare un'occhiata al sito che comprende diversi canali tematici ed è frequentemente aggiornato. Qualora qualcuno di voi non lo volesse visitare subito e fra qualche tempo fosse preso da un moto di pentimento per non averlo fatto, lascio il link nella sezione "Link di vitale importanza" del mio blog. FATEGLI VISITA!
Marco 8月30日 Obama, McCain & VeltroniSono fortemente attuali servizi e immagini riguardanti la propaganda elettorale americana. Scenario di questi comizi sono stadi e palazzetti stracolmi di futuri elettori del McCain o dell'Obama di turno si affollano intorno al palco acclamando armati di bandierine e striscioni. Ebbene succede che a uno di questi comizi si rechi in visita Walter Veltroni: intervistato da Giulio Borelli per il tg1 egli si dimostra positivamente colpito da cotanta partecipazione dei cittadini alla campagna elettorale e punta il dito contro il popolo italiano, che trascorre i periodi pre-elettorali pigramente seduto in poltrona ad assistere alle sfide tv, piuttosto che entusiarmarsi ed intervenire attivamente a supporto della propria fazione politica preferita. E' vero, gli italiani durante la propaganda restano in poltrona: io aggiungerei che si guardano pure un bel film su un altro canale piuttosto che assistere ai duelli televisivi fra aspiranti premier. Che in più non hanno nulla a che vedere con i candidati d'oltreoceano che, per lo meno, sebbene si accingano a compiere scelte che saranno sempre e comunque considerate rovinose, ispirano almeno all'inizio un'idea di fiducia e di sincera volontà di intervenire per il bene del proprio paese. Qui invece vecchie mummie impolverate, volti visti e rivisti, alcuni pure scheletrici, altri sazi a spese nostre, non fanno che inscenare discussioni che sembrano più screzi infantili. Senza contare il fatto ben più grave che forse negli Stati Uniti qualcuno forse della politica si fiderà ancora mentre fra le italiche coste si guarda agli approfondimenti politici dei vari tiggì come si guarda a una puntata di una soap opera, distratti ed indifferenti. Ci fossero elezioni tutti i giorni la destra e la sinistra vincerebbero in modo alternato: sintomo di indecisione e di poca fiducia. Votare è qualcosa di pesante, ingombrante, come i compiti di matematica per il giorno dopo, da fare il più velocemente possibile. E a volte non si fanno. Veltroni non pensa che quello che ci manca non è la voglia di partecipare, non siamo noi quelli troppo legati alla poltrona: ci manca la fiducia. E quando manca quella non si può combinare un gran chè.
Marco 8月25日 "Complivisite"Ho dato un'occhiata alle statistiche del blog e ho visto che ha da poco superato le mille visite. Ora, non so la media quale sia e non mi importa, ma voglio ringraziare tutti voi per avermi fatto visita, in particolare coloro che hanno contribuito a rendere più vivo questo blog lasciando il proprio pensiero, il proprio saluto o il proprio commento. Magari qualcuno di voi ha chiuso e riaperto la pagina più volte facendo in modo che il contatore andasse avanti lo stesso senza che ci fossero effettivamente tante visite. Magari la storia del contatore è solo una trovata di msn per invogliare chi come me si diverte ad avere un blog a continuare a tenerlo aggiornato. In ogni caso, a parte le mille visite e a parte le cose che scrivo che possono interessare o meno, grazie a te che stai leggendo in questo momento per avermi fatto visita. E, se ti capita, ritorna pure quando vuoi. Saluti.
Marco 8月23日 DUEL88 minuti di suspence. Si può sintetizzare così Duel, enigmatica opera di Steven Spielberg. Sì perchè il film si esaurisce in un prolungato inseguimento che vede coinvolti una vecchia utilitaria americana rossa guidata da David, un uomo d'affari in viaggio di lavoro, e un'imponente autocisterna, il cui conducente ci resta sconosciuto, ma che dimostra la sua ben chiara volontà omicida nei confronti dell'altro. Il viaggio diventa una lotta senza esclusione di colpi in cui David sembra intraprendere una dura partita di scacchi contro l'autocisterna: in palio la sopravvivenza. A parte quella che può erroneamente sembrare una trama monotona o noiosa, ciò che conta è il significato metaforico dell'intero film. E' un viaggio attraverso la fragilità del protagonista, schiavo dell'abitudine e della normalità e incapace di compiere le giuste scelte di vita e che parte convinto di potersi lasciare tutto alle spalle. Ma i problemi lo seguono, lo sovrastano, lo attendono dietro l'angolo, restano sulle sue tracce minacciosi e il protagonista sa bene che basta poco per farli esplodere in modo catastrofico. Come una scintilla a contatto con quel liquido infiammabile che la cisterna trasporta. Sono problemi quotidiani che David, abituato a ritmi mai stravolti, percepisce come ossessionanti, a tratti si sente quasi mancare il respiro. Eppure quando la cisterna cade nel precipizio insieme ai rottami della sua vecchia auto ad un'iniziale risata di sfogo, David contrappone quasi un'espressione di rimorso, come se si fosse reso conto che quei problemi da cui fuggiva, erano quelli che facevano muovere la sua vita. E difatti resta lì, immobile, a fissare i rottami.Ottima infine la fotografia. La macchina da presa è sistemata ovunque, con qualunque angolatura: sul cofano della macchina, sulla marmitta del camion, sulla cisterna, dentro all'abitacolo...la scena è analizzata visivamente nel suo complesso il che contribuisce senz'altro ad aumentare una suspence che ricorda quasi un horror. Un film che si può interpretare in molti modi. E questo è solo uno.
Marco 8月12日 I 5 cerchiSi disputano in questi giorni i giochi olimpici a Pechino. Centinaia di atleti, migliaia di addetti, l'attenzione del mondo tutta concentrata sulla Cina. Mi è capitato di assistere ad alcune gare di varie discipline (buona parte in replica stanotte mentre qualcuno dormiva sonni tranquilli sul mio divano): alcune buone per noi, altre decisamente deludenti. Il rutuale della trasmissione televisiva di eventi sportivi prevede ormai la telecronaca della gara in sè più l'immancabile intervista a caldo da bordo campo/vasca/ring/eccetera. Ascoltando le parole degli atleti sono rimasto positivamente impressionato: nessuna volontà di far polemica, nessuno scarico di responsabilità...stavolta l'arbitro non c'entra, nessuno invoca moviole in campo col bandierone. Si prende la gara com'è venuta: così la nostra nazionale di tiro con l'arco alle domande quasi stizzite dei giornalisti per l'oro sfumato ha risposto sorridente e piena di orgoglio per l'argento conquistato, dimostrando grande soddisfazione per essersi comunque classificata seconda ai giochi olimpici. Così Federica Pellegrini, di fronte all'oro quasi sicuro e mancato per i 400 metri s.l., alla domanda inquisitoria della giornalista tesa ad indagare il fallimento, manco esistesse una ricetta infallibile per il successo, replicava con un semplice "Non lo so, è andata così", salvo poi rispondere qualche ora dopo in vasca con un record mondiale. E ancora le parole di Filippo Magnini il quale afferma di essere in Cina per divertirsi, che nella vita esistono pensieri ben più gravi di una gara andata male e che i giorni dell'Olimpiade non possono essere vissuti con ansia ma con allegria. E' vero che in una Cina al centro del calderone per la questione dei diritti umani, ulteriori polemiche relative alle gare in sè non potrebbero che nuocere, ma ho l'impressione che gli atleti non facciano altro che esprimere il loro pensiero reale. Spirito olimpico, sì, ma a mio parere si tratta semplicemente di spirito sportivo sano; qualcosa a cui in Italia, regno delle polemiche, degli insulti e dei capricci infantili del lunedì post-campionato, non siamo abituati, e che tendiamo quindi a presentare come un evento straordinario che emerge solo in sporadiche occasioni. Occasioni in cui lo sport, anche per chi guarda, si rivela effettivamente come momento di festa a cui assistere a cuor leggero come puro svago, nell'attesa di ritornare ai problemi ben più gravi (oserei dire problemi veri) di ogni giorno.
Marco 6月14日 Due contiNEL 2000:
1 $ = 1.2 €; 1 BARILE DI PETROLIO = 60 $
===>> 1 BARILE DI PETROLIO = 72 €
OGGI:
1 $ = 0.62 €; 1 BARILE DI PETROLIO = CIRCA 115 $
===>> 1 BARILE DI PETROLIO = 71.3 €
COME GIUSTIFICARE ALLORA IL RINCARO SMODATO DEL CARBURANTE?? 2月6日 Ottima ideaDopo la caduta del governo l'ex Presidente del Consiglio Romano Prodi ha forse avuto l'idea più geniale della sua legislatura: non ricandidarsi per le prossime elezioni! ...frenate quei mouse e aspettate prima di lasciare mille commenti di insulto...con "idea geniale" non sono affatto ironico. Dico la verità e dico che la stessa idea geniale potrebbe anche averla Berlusconi. Questa sì che sarebbe una decisione presa per il bene dell'Italia: una boccata d'aria fresca, un piccolo cambiamento, persone "nuove", magari con qualche motivazione in più. Se ci guardiamo indietro vediamo solo un alternarsi di mortadella e di bandane che hanno portato il nostro paese dritto nella situazione in cui ci troviamo oggi. Un po' di novità sarebbe un ottimo inizio a mio parere...ma la poltrona è troppo comoda!
Marco 1月16日 Mezza ideaSto pensando di chiudere questo mio blog...non vorrei che un gruppo di studenti trasandati e spettinati, un giorno, attingendo alla fonte dell'ultima canna, mi negasse di scrivere quello che mi pare, ergendosi a paladini di vuoti ideali alla moda ma con la convinzione di essere intellettuali snob. Lo hanno impedito ad un ammirevole studioso di quella scienza che si chiama teologia...figuratevi cosa potrebbe capitare a me!
Marco 1月4日 RecensioniPer chi fosse follemente innamorato delle mie recensioni dei film da qualche giorno potete anche leggerle su www.cinema2001.it, nella sezione "Forum"...è necessario registrarsi, ma è una cosa completamente gratuita e senza nessun impegno!! Saluti. Marco 12月25日 L'appartamento spagnoloCédric Klapisch racconta uno spezzone di vita di un venticinquenne parigino raccontato in una commedia a prima vista banale. Nessun gesto eroico, nessuna situazione paradossale, una trama quasi simile a quella di una normale fiction. L'appartamento spagnolo rappresenta un modo innovativo di raccontare le differenze culturali. Xavier, studente di Economia, per poter trovare lavoro presso il Ministero delle Finanze a Parigi parte per Barcellona, approfittando del progetto Erasmus. L'esperienza lo muta completamente. Fugge da una madre invasiva e da una fidanzata innamorata dello Xavier ragazzino per ritrovarsi catapultato dalla sera alla mattina in un mondo del tutto nuovo. Entra a far parte di una piccola comunità formata da un tedesco, un’inglese, una spagnola, un italiano, una belga e un danese: ciascuno di loro porta con sé i valori specifici della propria nazionalità, eppure la convivenza scorre senza problemi e anzi la collaborazione fra i ragazzi non viene mai meno. L’arrivo del fratello di Wendy dall’Inghilterra mette in risalto il loro affiatamento: egli è infatti pieno di pregiudizi verso gli altri e questo rende il suo personaggio irritante sia a Xavier e ai suoi coinquilini sia allo stesso spettatore. Equivoci, gag, storie d’amore, momenti di sconforto e momenti di euforia rendono leggera una trama che si sviluppa per quasi due ore. I dialoghi alternano parti doppiate in italiano a parti originali nelle rispettive lingue dei protagonisti: la difficoltà dello spettatore è la stessa di Xavier nel comprendere e comunicare con gli altri. Il montaggio non è perfettamente lineare e lascia trasparire la stessa incertezza che accompagna i giovani verso la maturità. Il messaggio sembra fin scontato: ci sono dei momenti di felicità, ci sono dei momenti di difficoltà, si vedono luoghi, si conoscono persone. Ciascuna di queste cose lascia qualcosa dentro che aiuta a crescere e a vedere la vita in un altro modo. E Xavier lo ha appena capito: la vita lo porrà di fronte ad altre esperienze che lo faranno maturare. Quando vede per l’ultima volta la fidanzata Martine, egli si avvia verso una scala ripidissima, metafora di ciò che lo aspetta. Ma Xavier è tutti noi e la scala è la nostra vita: l’unico modo per viverla è salire quella scala.
Marco |
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